
Il ciclo De Rerum Natura del Gran Paradiso Film Festival: cinque incontri, cinque voci per interrogare il nostro tempo
Da Cottarelli a Gianotti, da Amato e Cartabia a Boitani e Loewenthal. Quattro incontri alla Maison de la Grivola di Cogne e uno al Parco del Castello di Aymavilles: il Gran Paradiso Film Festival accosta al cinema di natura la parola dei protagonisti del pensiero contemporaneo. Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria.
Accanto ai film in concorso, il Gran Paradiso Film Festival da anni intreccia il cinema di natura con la parola. Il ciclo De Rerum Natura è lo spazio di pensiero e confronto multidisciplinare in cui si incontrano scienza, economia, diritto, cultura e spiritualità. Cinque incontri in cinque giorni per interrogare il tempo che viviamo attraverso lo sguardo di chi lo abita con più lucidità. Il tema di quest'anno, “Dominio e coesistenza”, torna in ciascuno dei loro interventi, declinato con sfumature diverse.
Si apre martedì 28 luglio, alle 18.00, alla Maison de la Grivola di Cogne, con Carlo Cottarelli. Economista, direttore del Programma per l'educazione nelle scienze economiche e sociali dell'Università Cattolica, già dirigente del Fondo monetario internazionale e commissario per la revisione della spesa pubblica, Cottarelli presenta “Senza giri di parole. La verità sulle sfide economiche e sociali del nostro futuro” (Mondadori, 2025), in dialogo con la direttrice artistica Luisa Vuillermoz. Sette sfide globali senza soluzione facile: dal conflitto Stati Uniti–Cina alle Big Tech, dal riscaldamento globale alle migrazioni, dal crollo demografico alla disunione europea, fino all'anemia della nostra economia. “Per la prima volta dalla fine della Seconda Guerra mondiale, ci troviamo davanti a due potenze egemoni che possono contendersi il dominio del pianeta”, spiega l'economista. E aggiunge: “Dovremo lavorare per riavviare il dialogo internazionale e il multilateralismo, che non vanno più di moda”.
Il giorno successivo, mercoledì 29 luglio alle 18.00, sempre a Cogne, due tra le voci più autorevoli del diritto italiano si confrontano sul tema “Custodire la democrazia”. Giuliano Amato, giudice costituzionale, già Presidente del Consiglio dei Ministri e professore emerito, e Marta Cartabia, giurista, già Presidente della Corte costituzionale ed ex Ministra della Giustizia, portano al Festival una riflessione sulla resilienza delle istituzioni democratiche in un tempo attraversato da nuove disuguaglianze e crisi profonde. Il titolo dell'intervento riprende quello del recente libro di Cartabia, “Custodi della democrazia”: perché, come lei stessa ha scritto, “il costituzionalismo nasce per proteggere la libertà individuale e sociale minacciata dagli eccessi della concentrazione del potere”.
Giovedì 30 luglio alle 18.00, tocca a Fabiola Gianotti, fisica di fama mondiale, già Direttrice generale del CERN di Ginevra, dove ha guidato il più grande laboratorio di fisica delle particelle del pianeta. Nell'incontro dal titolo “Il bosone di Higgs e la nostra vita. Il frutto di una cooperazione scientifica globale”, Gianotti riporta al pubblico l'esperienza dell'annuncio del 2012, quando il CERN comunicò la scoperta della particella la cui esistenza era stata ipotizzata mezzo secolo prima. Una scoperta che è il risultato di migliaia di scienziati che hanno lavorato insieme, attraverso confini nazionali e culturali: la coesistenza in atto, prima ancora che nelle istituzioni, tra menti umane in cerca di capire. Un dettaglio che colpisce: la massa del bosone di Higgs è pari a 130 volte quella di un atomo di idrogeno - abbastanza piccolo da sfuggire ai sensi umani, abbastanza grande da spiegare perché la materia esiste.
Venerdì 31 luglio, alle 18.00, sempre alla Maison de la Grivola, Luigi Boitani - professore emerito di Zoologia all'Università La Sapienza di Roma, presidente della Large Carnivore Initiative for Europe dell'IUCN, e Presidente della Giuria Tecnica del Festival - propone una riflessione dal titolo “Dominio e coesistenza tra uomini e animali: il caso dei grandi predatori”. Da oltre cinquant'anni Boitani studia il lupo in Italia ed è uno dei massimi esperti al mondo di conservazione dei grandi carnivori. “Il lupo ci fa paura perché è troppo simile a noi” ha dichiarato in un'intervista. “Proprio come l'uomo, questi animali occupano vaste aree di territorio, vivono in branchi con strutture sociali, sono intelligenti e hanno un'incredibile capacità di adattamento”.
Il ciclo si chiude domenica 9 agosto alle 18.00 con uno spostamento di sede: al Parco del Castello di Aymavilles, il pubblico incontra Elena Loewenthal, scrittrice e traduttrice tra le più raffinate del panorama italiano, che presenta il suo nuovo libro “Il tempo dei chissà” (Einaudi, 2026), in dialogo con Luciano Caveri, Presidente della Fondation Émile Chanoux. Con Loewenthal, il De Rerum Natura si apre alla letteratura come terzo occhio per leggere la natura umana: il tempo del dubbio, delle domande aperte, delle risposte sospese. Perché forse coesistere significa anche accettare di non dominare del tutto ciò che si vive.
Cinque incontri, un filo comune. Da un tavolo di economia globale a una Corte costituzionale, da un laboratorio del CERN al mondo dei grandi carnivori, dalla pagina scritta al paesaggio vissuto: il Festival ricorda che dominio e coesistenza non sono solo categorie ecologiche. Sono anche le domande che ci poniamo sull'economia globale, sulle istituzioni democratiche, sulla scienza come impresa collettiva, sulla nostra stessa capacità di stare insieme.
Tutti gli incontri del ciclo De Rerum Natura sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.
Info e prenotazioni: 0165 75301 o info@gpff.it
Programma completo sul sito www.gpff.it





