"Per Aspera ad Astra"
Acciaio e magnetite
Piazza Chanoux, Cogne
Per aspera ad astra è un’opera che intreccia materia e memoria, radicandosi profondamente nella storia e nel paesaggio della Valle d’Aosta. I rami in acciaio si innalzano da un solido blocco di pietra di magnetite, dando forma a una struttura ascensionale che
richiama il gesto della crescita e della resistenza. Il ferro, forgiato grazie al contributo di Cogne Acciai Speciali, e la magnetite proveniente dalle miniere di Cogne — da cui prendono forma foglie-cuore stilizzate — diventano materia simbolica: un dono dell’industria e, al tempo stesso, della terra.
L’opera dialoga con il contesto alpino ma anche con la storia industriale e umana della regione. Dedicata ai minatori, a coloro che hanno contribuito a costruire l’identità della comunità di Cogne e a chi è venuto a mancare durante la pandemia, Per aspera ad astra si configura come un ponte tra passato e futuro, tra memoria colletti va e tensione verso la rinascita.
Nella scultura di Donato Savin si compie idealmente un cerchio: la materia prima che ha alimentato lo sviluppo della Valle viene restituita alla comunità sotto forma di opera d’arte. La trasformazione del materiale diventa così atto simbolico, carico di significato civile e umano, ispirato dal periodo della pandemia e concepito come luogo di memoria, ma anche di rigenerazione.
«Ho ideato questa scultura durante il periodo della pandemia, vedendo i camion che a Bergamo trasportavano le salme delle persone decedute. Da lì è nata una riflessione sul Covid come messaggio della natura, un richiamo al rispetto. I rami, molto lucidi, in acciaio inox, vogliono rappresentare la rinascita della nostra società; i cuori sono invece un omaggio alle persone che ci hanno lasciato», afferma l’artista.
La forma dell’albero emerge come archetipo universale di vita e rigenerazione, immagine di una vitalità che affonda le radici nella terra e si protende verso l’alto. La materia, dura e resistente ma al tempo stesso forgiabile, diviene metafora delle prove e delle
fratture che attraversano l’esperienza umana. In questo continuo dialogo tra resistenza e trasformazione, l’atto artistico si afferma come pratica di elevazione, capace di convertire il peso della materia in tensione ascensionale e la difficoltà in forma e significato.
L’opera, realizzata con la collaborazione di Remo Bethaz che ne ha forgiato i rami e con il materiale offerto dalla Cogne Acciai Speciali S.p.A. è collocata nella piazza centrale di Cogne con lo sfondo del massiccio del Gran Paradiso e dei suoi ghiacciai.











